I maggiori gruppi mondiali nel settore sanitari (2024)

Nel 2024 Roca, Kohler, Toto, Geberit e Villeroy & Boch si sono confermati i gruppi multinazionali con i maggiori volumi produttivi.

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Nel 2024, la generale contrazione degli investimenti in edilizia ha costretto anche i principali produttori mondiali di ceramica sanitaria a ridurre di qualche punto percentuale la produzione, in attesa di un recupero delle vendite previsto da diversi player già nel 2025.

Secondo i dati raccolti da MECS per Ceramic World Review, nel 2024 il gruppo spagnolo Roca ha riconfermato il suo primato di maggiore produttore mondiale di sanitari, commercializzati con i marchi Roca, Laufen, Celite, Parryware, Jika e Ying. La produzione è stata pari a 23 milioni di pezzi (contro i 24 milioni dell’anno precedente). La multinazionale di Barcellona, attiva anche in altri comparti industriali, dispone, complessivamente, di 78 stabilimenti produttivi, di cui 7 in Spagna e 71 in Europa, Sud America, Nord Africa, Asia e Oceania e occupa 19.500 addetti. Nel 2024 ha registrato un fatturato consolidato di 1.948 milioni di euro (-5,3% sui 2.057 milioni del 2023).

Pur in assenza di dati ufficiali, sul podio dei grandi player si è confermato anche il gruppo Kohler (USA), con una capacità produttiva stimata oltre i 20 milioni di pezzi e fabbriche in USA, Messico, Brasile, Marocco, Tailandia, India, Cina e Indonesia. Il gruppo commercializza gli articoli sanitari con i marchi Kohler, Jacob Delafon, Sterling e Ann Sacks.

Tra i big player del settore, con produzioni intorno ai 10 milioni di pezzi, spiccano TOTO, Geberit e Villeroy & Boch. Il gruppo giapponese TOTO, presente anche nel settore delle piastrelle e in altri segmenti industriali, ha prodotto 9,9 milioni di pezzi di sanitari; possiede 16 stabilimenti produttivi, di cui 4 in Giappone e 12 attivi in Cina, Taiwan, Indonesia, India, Tailandia, Vietnam, Messico e Stati Uniti e ha realizzato un fatturato consolidato di 724,5 miliardi di Yen (cica 4,4 miliardi di euro).

Il gruppo svizzero Geberit, i cui impianti per la produzione di sanitari sono esclusivamente in Europa (Svizzera, Francia, Germania, Italia, Finlandia, Svezia, Polonia, Portogallo e Ukraina), dispone di una capacità installata stimata sui 14 milioni di pezzi e prevede di chiudere il 2025 con un incremento dei ricavi della business unit Bathroom Systems del 5% rispetto ai circa €980 milioni realizzati nel 2024.

Con l’acquisizione di Ideal Standard nel 2024, il gruppo tedesco Villeroy & Boch dispone di 9 stabilimenti produttivi (in Germania, Francia, Ungheria, Romania, Tailandia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Regno Unito e Egitto) con una capacità installata stimata sui 10 milioni di pezzi. La divisione Bathroom & Wellness ha realizzato ricavi nel 2024 pari a 1.099 milioni di euro, previsti in aumento di pochi punti percentuali a fine 2025.

Tra i grandi player del settore, figura anche il gruppo colombiano Corona che nel 2024 ha prodotto 7,2 milioni di pezzi ma che dispone di una capacità produttiva di 10,9 milioni di pezzi. Il gruppo, attivo anche nella produzione di piastrelle e in altri comparti industriali, possiede 7 stabilimenti (2 in Colombia, 3 in Messico, uno ciascuno in Nicaragua e Guatemala), occupa 3.856 addetti e commercializza i suoi prodotti con i marchi Corona, Mansfield, Incesa Standard, American Standard, Ecoline, Vortens e Ambience. Corona ha chiuso il 2024 con ricavi consolidati di 663,2 milioni di euro, di cui 292,4 milioni realizzati nel comparto sanitari, 137 milioni in quello delle piastrelle ceramiche e 234 milioni in altri settori.

Scendendo nella classifica per volumi di produzione, vi sono poi diverse aziende con produzioni tra i 4 e i 7 milioni di pezzi. Tra queste, Lixil (Giappone), Huida e Arrow (Cina), Dexco (Brasile), VitrA (Turchia), Rak Ceramics (EAU) e la polacca Cersanit. Quest’ultima, nel 2024, ha prodotto e venduto 4,4 milioni di pezzi (su una capacità di 6,2 milioni), realizzando un fatturato di 160 milioni di euro, pari al 37% dei ricavi consolidati (435 milioni di euro) a cui contribuisce anche l’attività nel settore piastrelle (260 milioni di euro). Il gruppo Cersanit occupa un migliaio di addetti nei due stabilimenti in Polonia e Ucraina.

A poca distanza si posiziona Duravit con 3,9 milioni di pezzi realizzati in 9 stabilimenti (3 in Germania, 2 in Egitto, 2 in Cina, uno in Francia e uno in India) a cui si è da poco aggiunto il decimo in Canada. Con un totale di circa 6.800 dipendenti, il gruppo, posizionato nella fascia alta del mercato, ha realizzato nel 2024 un fatturato consolidato di 631,2 milioni di euro.

Scorrendo la classifica troviamo l’egiziana Lecico (3,7 milioni di pezzi) e la turca Turkuaz Seramik (3,6 milioni di pezzi). Più distanziate, Isvea (Ece Holding) con una capacità di 2,85 milioni di pezzi, la tailandese SCG (1,6 milioni di pezzi prodotti) e la peruviana Trebol (1,34 milioni di pezzi). Con produzioni tra 1 e 3 milioni di pezzi figurano anche altri brand noti, tra cui Hindware e Cera (India), Ferrum (Argentina), Canakcilar (Creavit) in Turchia, Cisa (Ecuador), Cleopatra (Egitto), Saudi Ceramics (Arabia Saudita), Ceramic Industries (Sudafrica), Viglacera (Vietnam).

Laufen

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