Tutto pronto per Coverings 2026
Il 30 marzo si alza sipario del 36° Coverings, a Las Vegas. In fiera oltre 730 espositori da 36 Paesi. Nel segmento piastrelle spiccano i padiglioni di Italia, Spagna e Stati Uniti, i tre sistemi produttivi che, insieme, soddisfano oltre il 55% dei consumi nazionali di ceramica.
Coverings, la più importante fiera internazionale del Nord America dedicata alle superfici ceramiche e alla pietra naturale, fa di nuovo tappa a Las Vegas, in Nevada, dopo quattro anni dall’ultima edizione svoltasi qui. Per quattro giorni, dal 30 marzo al 2 aprile, il Las Vegas Convention Center riunirà la comunità globale del settore, confermandosi un appuntamento fondamentale per distributori, architetti, progettisti e sviluppatori immobiliari alla ricerca di soluzioni avanzate per le superfici. Sarà ovviamente anche il contesto ideale per i produttori di ceramica per verificare l’evoluzione del mercato quest’anno, dopo due anni di contrazione della domanda.
L’internazionalità dell’offerta espositiva
La 36° edizione di Coverings conferma ancora una volta l’elevatissimo livello di internazionalità degli espositori, giustificato dal fatto che gli Stati Uniti – maggiore Paese importatore di piastrelle ceramiche – sono uno dei mercati più competitivi al mondo.
Considerando tutti i settori espositivi – ceramica, pietre naturali, sistemi per la posa, macchinari per la lavorazione del marmo e per la produzione di piastrelle, Coverings ospita complessivamente 733 espositori provenienti da 36 paesi, occupando la North Hall e la Central Hall del quartiere fieristico. L’Italia è il Paese estero più rappresentato con 127 espositori, tra cui 50 nel segmento piastrelle e 8 riuniti nella collettiva ITA/Acimac delle macchine per ceramica (#7432). Seguono la Spagna, il Brasile, la Turchia e l’India.
Limitatamente al settore delle piastrelle ceramiche, i principali poli di attrazione si confermano i tre grandi padiglioni nazionali di Tile Council of North America, Ceramics of Italy e Tiles of Spain.
Il padiglione nordamericano organizzato da TCNA nella Central Hall riunisce 80 espositori di Stati Uniti, Canada e Messico, tra cui, nel segmento piastrelle, le aziende di proprietà di gruppi italiani – Landmark, Panariagroup USA, Stonepeak, Florim Usa – oltre a Portobello USA, Wonder Porcelain, Roca Lamosa, Vitromex, Crossville e la canadese Anatolia.
Organizzato da Confindustria Ceramica, il Padiglione Italiano, situato nella North Hall, ospita oltre 50 marchi ceramici italiani, riuniti attorno allo stand Ceramics of Italy (#1345), tradizionale meeting point per gli operatori e i visitatori.
La North Hall ospita anche il Padiglione Spagnolo, organizzato da Ascer e Icex, che conta 58 espositori. Al centro dell’area, lo stand Tile of Spain (#645) offrirà uno spaccato della cultura e dell’ospitalità spagnole, oltre a proporre una serie di eventi, talk, presentazioni e live podcast sulle tendenze e il design. Tra i principali appuntamenti organizzati nello stand di Tiles of Spain: la conferenza stampa in programma il 30 marzo alle 14:30 e l’ evento conviviale “Tile of Spain Honors” (31 marzo, ore 16:00) che celebra la forte e storica partnership tra l’industria ceramica spagnola e il mercato statunitense.
Nella North Hall si trovano anche la collettiva organizzata da Anfacer che raggruppa nove produttori brasiliani e, adiacente, l’area occupata dai produttori di piastrelle turchi che fa capo a Turkishceramics. Infine l’India, presente a Coverings con 13 aziende produttrici di piastrelle.
Il contesto di mercato: Italia e Spagna si rafforzano in USA
Nel 2025 il mercato statunitense delle piastrelle ceramiche ha continuato ad operare in un contesto complesso, condizionato dalle tensioni tariffarie e dalla debolezza della domanda, penalizzata dal rallentamento dell’attività edilizia, specialmente nel segmento residenziale.
→ Per approfondire: USA: rallenta la flessione dell’edilizia residenziale
Secondo le rilevazioni del Tile Council of North America, basate sui dati dei primi 11 mesi dell’anno, il consumo interno di piastrelle è stimato per il 2025 sui 240,3 milioni mq, in calo del 4,2% sul 2024.
A soffrire maggiormente della flessione è stata la produzione nazionale, le cui vendite sul mercato interno hanno segnato una contrazione dell’8,6% tra gennaio e novembre, coprendo il 27,5% della domanda nazionale.
Nello stesso periodo, le importazioni, pari al 72,5% del consumo, sono calate del 2,4% a 159.7 milioni mq, trainate soprattutto dalle buone performance di Spagna e Italia. Senza dubbio, i due Paesi europei sono stati i protagonisti del mercato americano nel 2025, capaci entrambi di incrementare le vendite pur in presenza di una domanda in contrazione, rafforzando ulteriormente le rispettive quote di mercato sia in volume sia in valore, rispetto agli altri Paesi esportatori verso gli USA.
Nei primi 11 mesi dell’anno, la Spagna è tornata a essere il principale esportatore verso gli Stati Uniti in volume (34,1 milioni mq; +16,4%) con una quota del 21,4% dell’import USA. Al secondo posto l’Italia (28,3 milioni mq; +8,6%) con una quota del 17,7%.
In termini di valore delle importazioni (comprensivo di CIF e dazi), le posizioni sono invertite, con l’Italia che resta indiscusso leader con una quota del 31,5% dell’import USA, seguita dalla Spagna con il 28%.
→ Per approfondire: USA: l’industria e il mercato ceramico nel 2025
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