Macchine per ceramica italiane: crescita a doppia cifra

 

L'industria dei costruttori italiani di macchine e attrezzature per il settore ceramico e del laterizio chiude il 2011 con un bilancio decisamente in attivo. Secondo i dati raccolti nella 20° indagine statistica Acimac, il settore ha realizzato un volume d'affari di 1.738 milioni di euro con una crescita in punti percentuali del 26,2% sul 2010, numeri che, oltre a confermare la leadership indiscussa della tecnologia italiana, rafforzano la consapevolezza di quanto la strada degli investimenti in ricerca e innovazione insieme alle strategie rivolte all'internazionalizzazione e a partnership tra imprese, si siano rivelate vincenti.

 

Anche l'Italia sorride, e dopo qualche anno di stagnazione torna a riprendere quota con un + 9,2%, passando da 320,7 milioni ai 350,3 milioni di euro di fatturato. Una netta l'inversione di tendenza rispetto agli ultimi tre anni (-4,6% nel 2010), anche se ancora distante dai livelli pre-crisi (-28,5% sul 2008).

L'export si rivela ancora una volta punto di forza per il settore con un'incidenza del 79,8% sul fatturato complessivo, generando un giro d'affari di 1.387,5 milioni di euro (+31,3% sul 2010).

I risultati conseguiti nel 2011 hanno permesso al settore di recuperare il 94% delle perdite subite nel 2009 registrando le migliori performance tra tutti i settori dei produttori di beni strumentali. Sommando infatti il fatturato totale di settore (1.737,8 milioni di euro) ai 550 milioni generati dalle aziende attive all'estero il settore registra il record storico di giro d'affari (2.297 milioni di euro).

Il Presidente uscente Pietro Cassani commenta così le previsioni sull'anno in corso: "Il rallentamento della crescita in quasi tutte le economie mondiali, anche nelle cosiddette locomotive, come India e Cina ci impone cautela. Le prime stime sull'andamento 2012 ci portano a prevedere il mantenimento dei livelli di fatturato raggiunti a fine 2011, ma il nostro settore dovrà proseguire la difficile sfida dell'adeguamento alle mutate condizioni economiche e di mercato".

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